Minirotaie

Regarding life course and its intersections

burocrazia

L’ignoto spaventa, è ovvio. E il non-sapere-cosa-ti-aspetta. E’ ciò che trovi dietro una porta sapendo che quello che hai, se non perfetto come vorresti tu, comunque va bene.

E’ una specie di assuefazione.

Ma credo che tutto questo non sia quello ciò che ci spaventa di più.

Di certo, i pilastri che dovrebbero sorreggere il nostro futuro, la nostra esistenza in Italia e in Europa, scricchiolano. E per un tratto, tutto ciò rappresenta anche il nostro ignoto.

Solo che c’è dell’altro, se per un attimo ci giriamo indietro. Il risultato è che, nonostante tutti gli sforzi, nonostante le iniziative istituzionali, a livello italiano ed europeo, volendo anche mondiale, le cose non stanno cambiando. Oggi hanno confermato che siamo di nuovo sprofondati nella deflazione. Ciò vuol dire che non si sta comprando, che si preferisce tenersi i soldi in tasca, che non c’è fiducia.

La fiducia, già.

La fiducia ce l’hanno tolta, ce l’hanno usurpata, come un qualsiasi diritto fondamentale di cui (per via anche del referendum, altro tassello che conferma l'”ignoto”) sempre più gente si riempie la bocca.

E stiamo quindi a metà, tra il resistere, e lo scappare. Tra il crederci, che prima o poi qualcosa di meglio accadrà, e l’abbandonarci a meccanismi di vita e di relazioni in cui non ci sono regole.

Difficile, infatti, parlare di regole oggi.

Perché è più difficile ancora farle rispettare.

Ci appelliamo a quella classe media che non c’è più, temendo forse di scendere ancora più a fondo, verso una classe in cui, magari, già ci troviamo senza saperlo (perché i ricchi sono diventati davvero ricchi!) ma di cui abbiamo costantemente paura, come se arrivassimo al punto di non ritorno.

Non so, se la classe media prima o poi tornerà. Quella vera, in cui tutti stavamo bene e non chiedevamo di più.

Ora pare che ci abbiano tolto il diritto a stare tranquilli.

Ma il “mollare” adesso fa il gioco di chi, senza saperlo, mosso da una quasi mano invisibile, fa il gioco loro. E, nel nostro piccolo, nel nostro mondo, vogliamo comunque vivere con delle leggi giuste, eque. Almeno nel nostro mondo. Perché, in quello degli altri, spesso la giustizia non ha più peso.

E’, come molti direbbero pur di trovare una scusa, una giustizia troppo “burocratica”.

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