Minirotaie

Regarding life course and its intersections

Si è vero, va un po’ così.

Prometto di mantenere vivo il blog, ma alla fine non ci riesco mai. E oggi che sono bloccato in casa dal diluvio universale / bomba d’acqua / uragano che è piombato all’improvviso su Roma, invece prendo la tastiera e ritorno qui.

Troppo facile? Forse.

Non è detto manco che arrivi alla fine del post.

Tanto va tutto un po’ così.

Son in attesa. Di buone nuove, di progetti conclusi, di risposte. Perché prima o poi arrivano, se dietro c’è il progetto e qualcuno che ci ha creduto.

Sì sì, vi garantisco che è così.

Secondo me dovreste cominciare a mettere in fila le risposte che avete avuto e a misurarle. E quindi capire i risultati in base ai vostri obiettivi.

Sono davvero la cartina di tornasole di ciò che fate. Di quanto lo volete e come lo fate.

Magari non c’entrerà nulla, ma giorni fa al ritorno dal lavoro, mi sono trovato in metro seduto. E accanto a me, a sinistra, il posto era rimasto libero. La gente, man mano che entrava fermata dopo fermata, guardava il posto e andava avanti. Allora mi sono sporto in avanti, e ho dato un’occhiata al resto del treno. Sembrava un lombrico in movimento, che mangiava rapidamente metri e polvere sotterranei seguendo le curve dei binari.

Non c’era molta gente. Alcune persone erano in piedi.

Ma io ero l’unico a non avere qualcuno accanto.

E poi mi sono ritrovato al supermercato. La gente che corre tra i banchi, il catalogo delle offerte, le coppie che discutono cosa mangiare la sera. I carrelli strapieni. Ma come fa la gente a fare spese così voluminose, e soprattutto dove mettono tutto quel cibo, tutto diverso tra loro? Biscotti, gelati, salsicce, insalate, sapone, yogurt magro, cereali, spezie ecc.

C’è davvero di tutto. Sono delle spese divertenti.

Poi arrivo alle casse. Sono tutte operative e con file per fortuna non abbondanti. Mi metto dietro a una, e aspetto.

Passa qualche minuto. Mi guardo intorno.

Sono l’ultimo della fila, e nonostante il tempo, così sono rimasto. Nessuno si è accodato dietro di me.

Nessuno a cui stare davanti.

Sì, va proprio così.

Le vicende della vita non sono spesso da accomunare, se non per quello che ne rimane: la voglia di guardare, di ascoltarsi, di sentire.

E di saper aspettare.

I momenti prima o poi arrivano.

Ne sono certo.

Anche quando ci si trova da soli, e davanti a nessuno.

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