Minirotaie

Regarding life course and its intersections

Ho bisogno di coerenza. Del tipo: “Hey, Marco, lo sai che 1+1 fa 2? E 2+2 fa 4? E in qualsiasi lingua e posto del mondo?”. Insomma, una cosa del genere. Lo so, è un post complicato. Ma non tanto per il contenuto, quanto per il momento.

Sono le 4 del pomeriggio del giorno di Pasqua, ho mangiato a “scatafascio”, ho sonno. Mi verrebbe da dire “non avverto alcuna responsabilità di quello che sto per scrivere”, ma alla fine cliccherò sul tasto “pubblica” e, a quel punto, ci sarà un nome accanto a questo post.

La coerenza dicevamo. Difficile, di questi tempi. Perché sono tempi complicati, tempi in cui bisogna correre coi paraocchi, dove la minima distrazione ti fa perdere di vista il tuo obiettivo. E che magari è esattamente un po’ a più destra, ma tu… Nulla, tiri dritto. E chi ti ama ti segua perché, sì, tu hai la risposta che tutti vogliono, e strano che ancora nessuno te l’abbia chiesta.

Ora, io lo so. Ci metto anche la fotina accanto. Mi sta simpatico e ne condivido le Agnello animatopreoccupazioni. Però, o si è tutti con Lui e con il resto della “famiglia animale” imbarcata nell’arca di Noè, oppure… Dai, rifletteteci bene. Sì, dico proprio a voi, persone sensibili al tema e che (lo dico onestamente) meritano tutto il mio rispetto.

O si è con Noè fino in fondo, oppure “tanti saluti e baci”.

Perché va bene l’abbacchietto, ma vogliamo mettere tutto ciò che nasce da, che so… Peppa Pig? Non avreste mai conosciuto perle d’Italia come Ariccia, oppure mangiato un’eccezionale carbonara con la pancetta croccante… O la mortadella con la pizza?

Già, la mortadella con la pizza calda… (sì lo so, ora non avete fame e non ne avrete per una settimana, ma secondo me prima o poi l’idea vi torna in mente).

Ebbene, siamo allora sinceri e coerenti fino in fondo. Non vi fa tenerezza la Peppa quando presenta il fratellino George (dolcissimo, lui), oppure la mamma e il “papino”? E danno tutti insieme da mangiare al pesciolino e, quando questo sta male, chiamano la veterinaria?

E’ proprio così.

Vogliamo allora parlare dell’anatra? Lasciamo perdere per un attimo il fegato (potrei fare uno sforzo e comprendere il problema), e pensiamo al petto d’anatra… Uno dei piatti più consigliati nelle diete mediterranee…

Ma con Paperino e i suoi dolci frastuoni con il becco, come la mettiamo? Ma non è stato lui forse ad allietare tutta la nostra infanzia, e a farci ridere nei momenti di sconsolata tristezza e solitudine?

Dio benedica Donald Duck e salvi tutte le anatre (che, a quel punto, non riuscirei a capire bene la loro funzione sulla terra… Se non quella di ricordare appunto Paperino)

Per non parlare della mucca. Io, quando ci penso, immagino una bella fiorentina (rigorosamente con l’osso) cotta sulla brace e con un po’ di sale grosso sopra. Eppure… Sì, eppure, se mi sforzo, posso provare a ricordare di quando andavo a fare le passeggiate in montagna, dove c’erano questi docili animali (nonostante la loro stazza) che mi guardavano e sembravano parlarmi con quegli occhietti, e dirmi “Voglio venire con te, caro bambino. Mi stai simpatico, mi piacerebbe tanto farmi una bella passeggiata tra i sentieri altoatesini a caccia di funghi e sorgenti di acqua fresca”.

Ecco.

Allora è proprio così. O tutti loro, o nessuno.

Cioè, nessuno… Ragazzi, io ce l’ho messa tutta. Ho cercato e ricercato, e forse potrei riuscire a trovare una via di fuga per ogni specie animale… Bambi, Moby Dick, il coniglio bianco che muove il nasino mentre annusa… Una tenerezza infinita.

Ma il pollo.

Quel poraccio del pollo non se lo fila proprio nessuno. E lo disdegnano in troppi… tanto che secondo me, di nascosto, se lo mangiano persino i vegani, sapendo di non fare alcun danno alle comunità di ogni etnìa e religione.

Perciò, da tutto questo panegirico, mi rendo conto che o accettate di mangiare tutto quello che arriva sulla tavola, oppure, mi spiace, beccatevi ste due fette di pollo al pranzo di pasqua e conditele con abbondanti pomodori e un filo di olio di mais (non sia mai vogliate utilizzare quello extravergine).

Di sicuro, per ogni fetta di petto di pollo ingurgitata un dietologo acquista un sorriso, e un appuntamento in più sull’agenda.

Buona pasqua.

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2 risposte a "Salvate il soldato pollo."

  1. Tatiana Giombini ha detto:

    Divertenti riflessioni pasquali…intrise di cinica umanità: da una parte la ricerca disperata della coerenza, anche a costo di risultare cinici, a favore della sicurezza di esprimere le proprie opinioni, d’altra parte l’umana considerazione della dignità del soldato-pollo che combatte una guerra persa in partenza che nemmeno gli animalisti si degnano di spalleggiare…sono righe piene di equilibrio sentimentale e di coerenza!

  2. Marco Bellabarba ha detto:

    Già. Eppure il soldato – pollo ci spera sempre. E prima o poi anche lui avrà degna collocazione. Non fosse altro perché presente in ogni dieta che si rispetti. O in ogni mensa aziendale.
    Soldato – pollo, la tua autostima è salva. Sempre.

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