Minirotaie

Regarding life course and its intersections

Tornare a casa a volte è spaventoso. Non so se succede anche a voi, ma è una sensazione che ti si cristallizza addosso al momento di infilare la chiave nella toppa. Fai un profondo respiro, butti fuori l’aria, e la giri.

Perché alla fine sai cosa ti aspetta, solo che quando lo vivi, sembra crescere millimetro dopo millimetro. Proprio mentre tu ti chiedi “Ma perché diavolo sono tornato?”. Poi fai uno sforzo in più, e ti rammenti.

“Ah già. Perché domani vado al lavoro”. Oppure “Perché erano i finiti i soldi”. O magari per tutte e due le cose insieme.

E quindi si aziona tutto il protocollo: vai a riaprire l’acqua dal rubinetto centrale, sollevi le serrande (chiuse col gancio, per sicurezza) in una casa che ti ha appena avvolto dal caldo accumulato in questo inizio terribile di luglio. Poi dai un’occhiata al frigo, controlli la posta.

Sembra tutto difficile. Tutto lento, tutto estremamente privo di significato.

E proprio in quel momento… Sì, proprio in quel momento esatto, ti assale un’eccezionale voglia di non fare più nulla. Ma proprio nulla…

Ma no. Ti ricordi di qualcosa. Dalla cucina, dove ti trovi, ti avvicini al soggiorno: sono pochi passi, giusto un paio, ma intanto spizzi con l’occhio mezzo tremolante. La paura, quella paura di cui avevi iniziato ad avvertire la presenza al momento di entrare in casa, si impossessa completamente di te.

Eccola lì.

La valigia.

E’ ancora accanto alla porta d’ingresso.

Ferma, immobile.

Non ci puoi credere, che la devi disfare. A questo punto, il dilemma. O la apri, e ti arrendi, o prendi il coraggio a due mani, esci per andare a mangiare un gelato e dici che “sarà per la prossima volta”.

A quel punto avanzi ancora, emozionato, e afferri le chiavi. Apri la porta, stai con un piede sul pianerottolo. Poi ti ricordi che fuori fa caldo, e che dentro almeno c’è l’aria condizionata. Rientri, diminuisci di un grado il climatizzatore. Sospiri.

E pensi che prima fai, prima arriva domani.

Mai stato più utile il lavoro.

P.s. e pensare che sono tornato da un’eccezionale doppia giornata a una fantastica spa in Umbria (di seguito qualche foto)… Ma perché, perchééééééééééééé (sono tornato)?

Si prega di tornare all’inizio del post, grazie.

Sole in Umbria Seggiole Relax

Piscina Panorama Fontane

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