Minirotaie

Regarding life course and its intersections

Stasera sono andato a vedere l’ultimo film di Ozpetek “Allaciate le cinture (turbolenze in arrivo)”.

Un film carino, godibile, intenso, con una brava Katia Smutniak (evidentemente Intreatment deve essere stata un’ottima palestra). E in effetti se non fosse stata per la sua interpretazione, e il contesto nel quale il regista ha infilato la storia, probabilmente non scriverei questo post.

Non mi va di dilungarmi sulla trama, mi viene solo da pensare al fatto che, da una storia d’amore nata a sorpresa, il tema principale che ne esce fuori è il tumore al seno della donna.

E il grigio che c’è intorno.

Corridoi lunghi di ospedale.

Decine di persone intorno con un ago infilato in un braccio e la curiosità di ognuno su come sarà la loro vita senza capelli.

La speranza.

E la paura di non farcela.

Ecco, a me questo film ha messo un po’ di paura. Al punto che quasi ne avrei a farmi persino controllare, qualora ne avessi bisogno (e lo scrivo perché c’era qualche analisi all’intestino nell’aria).

E mentre lo dico mi sudano i polpastrelli sulla tastiera.

Lei, comunque ce la farà. Risponderà bene ai test della chemio.

Perché “ogni paziente ha la sua storia” (si dirà nel film).

Ecco perché non bisognerebbe appunto aver paura a scriverla.

E’ importante ricordarselo.

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