Minirotaie

Regarding life course and its intersections

Oggi, tardo pomeriggio, la batteria della mia macchina ha ben pensato di abbandonarmi.

Ok, no problem, sono cose che succedono. Certo, il 12 agosto sarebbe meglio di no… Ma almeno mi è stata movimentata un po’ la giornata.

Fortunatamente è accaduto a via Salaria, comunque abbastanza vicino casa. Chiamo l’Aci, per farmi venire a prendere. Parlo con una signorina, che mi dice che dopo poco sarei stato contattato dal “carrista”.

Detto – fatto, dopo 10 min. mi suona il cell. “salve, sono Il carrista – si presenta davvero così!- la sto venendo a prendere”.

“Bene” rispondo io.

“Ma lei a che altezza sta di via salaria?”.

Oddio… Caspita, non c’erano punti di riferimento… Che dirgli? “Beh, sto dentro al raccordo anulare…”. Rispondo con un lato senso di orientamento.

Ma non gli bastava.

“Ma cosa vede intorno a lei?” Continua il carrista…

Mi giro e guardo meglio. Alla fine mi lascio andare. “Beh, qualcosa si vede… Dall’altra parte della strada, in fondo. Diciamo che c’è… Sì, c’è un po’ di animazione”.

“Ah, ho capito”.

Il carrista aveva capito… E meno male!

“Ma quante sono?” mi richiede.

“Un paio”.

“Bene. Mi sa che lei e’ all’altezza dello svincolo per Fidene. Arrivo fra 10 minuti”.

Hai capito il “carrista”…

Eh sì.

Nonostante non riesca a mangiare i capperi, e detesti prezzemolo e basilico, la mia salsa preferita è proprio il pesto. Oggi mi sono divertito a farla per conto mio, e siccome ho trovato una ricetta interessante di una pasta particolare, la volevo condividere su MR (minirotaie, il nome di questo blog, qualora ve lo foste dimenticato…).

In questo post trovate la foto… Direi non male.

In pratica la salsa al pesto si fa così (sempre con l’ausilio del famoso mixer… E’ davvero facilissimo): dentro al bicchiere si mette:

– 1 ciuffo di prezzemolo;

– qualche foglia di maggiorana (ho usato il basilico, è andato bene comunque, anche perché stamattina alle 7 e mezza manco al mercato c’avevano la maggiorana… D’altronde è anche l’11 agosto, che je possino);

– 20g di capperi;

– 2 filetti di acciughe sott’olio;

– 80 g di olio;

– 1 spicchio d’aglio.

Tritate tutto insieme. Però: 1 spicchio d’aglio, se è fresco e molto saporito… E’ davvero troppo, basta metà. Aggiungete, secondo me, anche un po’ più d’olio, perché con queste dosi la salsa viene bene solo per 2 persone (almeno per i miei gusti).

Dopodiché… Ecco la creatività. Cuocete al forno i pomodorini pachino (20 minuti a 200g, con un po’ di sale e se possibile saltati qualche minuto prima in padella), e poi preparate 1 etto di feta (sempre per 2 persone).

Una volta tolta la pasta, aspettate che si freddi un poco, e poi mettete pesto, pomodorini e feta. Un goccio d’olio alla fine.

Con un vino bianco fresco insieme… I giochi sono fatti.

Come pasta consiglio penne o maccheroni

Già che c’ero ho fatto anche un cheesecake ai lamponi ma… Ci metto solo la foto per l’impegno, secondo me non mi è venuta benissimo.

Lo so, questo post ha poco a che fare con rotaie, trenini e scelte di direzioni… Però ha sicuramente a che fare con l’inizio della giornata.

La colazione, il momento più importante. Quello in cui – si dice – bisogna nutrirsi meglio per raccogliere energie per la giornata. Gli zuccheri che servono al sangue e facilitano anche la lucidità mentale.

Ma la colazione è molto di più. Magari oggi l’ho vissuta ancora meglio, visto che è una giornata festiva (sabato).  Però, anche quando la vivo alle 6 e mezza di mattina, è un momento dove si incrociano tanti aspetti: rumori, colori, raccoglimento, intimità, sapori, odori. E’ bello girare per casa e sentire l’odore di caffé che la pervade. Il tutto ingigantito quando, appunto, si tratta di un giorno in cui non c’è la frenesia di scappare al lavoro.

E quindi, siccome la mia colazione è appena finita, ecco un giusto tributo a questo rito mattutino con un post sul mio blog.

Eh sì, perché alla fine si tratta di un rito, e ogni suono che mi accompagna ha un significato. Suoni anche sordi, come il tintinnio di un cucchiaino, il frastuono delle ceramiche dei piatti, il versamento del caffé nella tazza, e i miei 2 soliti cucchiaini di zucchero che scendono giù.

E i colori? Da quando ho avuto il mio ultimo intervento, ho rivalutato le marmellate. Prima alle fragole, adesso ai frutti di bosco, ma anche all’arancia… E’ estate, e quindi forza coi colori. Non solo allietano la giornata, ma si infilano anche bene proprio nel momento in cui bisogna caricarsi di energia.

Se tutto questo succede anche quando fuori c’è il sole, e la casa è all’ombra ma illuminata dal riverbero della luce… Direi che ci siamo.

E la giornata può iniziare. Su quale treno salterò oggi?

Mi sa che mi aspetta il mare.

… Più non sopporto!

Ma sì, dai, ogni tanto fa bene ricordarle e, già che ci sono, anche scriverle per il benessere mio e… Altrui. Eh eh eh.

Certamente questo decalogo non prende in considerazione alcuni principi-base delle buone relazioni interpersonali, come la sincerità, il rispetto, la fiducia, la serietà, l’ignoranza. Questi sono principi che, credo, valgono per molti (mi auguro…).

Forse ci metterò un po’ a scrivere questo post perché… Queste cose vanno ben pensate, perché a volte sono più di 10, altre (in base all’umore) neanche ci arrivano. E comunque, cominciamo.

Non sopporto…

1) Chi si siede sulla mia sedia in ufficio, o chi prende magari la sedia dell’ospite senza chiedermela. Non c’è niente da fare, quello è proprio il mio territorio…

2) Che mi si chiami “Marcolino” e suoi derivati… Tipo “Marcolì” o, peggio ancora, “Marcolino bello”… Lo permetto solo a due persone, due amici di vecchia data. Semmai meglio chiamarmi “Markito”. Ora, penso che questo blog verrà letto da poche persone, e sono quasi sicuro che quelle poche persone che leggeranno con interesse questo post, beh… Da domani mi chiameranno sicuramente “Marcolino”. Pazienza… Io non rispondo. Eh eh…

3) Che nessuno mi ricambi il saluto dopo che io ho detto “ciao” o “buongiorno”.

4) Che non mi si ringrazi quando tengo la porta aperta per lasciar passare qualcuno.

5) Chi mangia a tavola con il gomito largo. Lo so, detto da uno che deve fare attenzione quando mangia perché ha i denti tutti strani… Non conta molto. Però, secondo me, al gomito c’è rimedio (e costa poco), ai denti il rimedio non è sicuro, costa tanto e spesso l’assicurazione non rimborsa!

6) Chi, pur vedendo un parcheggio vuoto, preferisce mettersi in seconda fila e, incredibilmente, lasciare le 4 frecce accese.

7) Chi non mi conosce e mi vuole parlare a tutti i costi sull’autobus. A tutti i costi! E mi parla sempre di: quanto va male Roma, quanto è brutto questo Paese, e che alla mia età questa persona già avrebbe cercato fortuna altrove.

8) Chi fa le feste nei condomini fino alle 2-3 di notte e non avvisa almeno il vicino o i vicini… Per quanto mi riguarda, se mi avvisi puoi stare fino alla mattina dopo. Giusto per quieto vivere…

9 ) Chi parla e giudica senza chiedersi… “Chissà perché, questa persona, si è comportata in questo modo…?”. Lo so, si finisce col giustificare troppo e neanche questo è giusto… Però chiederselo quella volta in più, non fa male… E magari anche io me lo devo tenere più in mente più spesso, non si sa mai che quel giorno valga la pena farlo.

10) Che non mi viene in mente la decima… Dai, alla fine non è andata poi così male!

Ecco… E già aggiungo l’ 11) Quei simpaticoni che portano il motorino sul marciapiede… Come esci dal portone te ne può capitare uno addosso. Ma dico io se se pò fà ‘na cosa del genere…

Io ed Easy

Ieri sono andato a cavallo.

Che bella esperienza… In realtà la conoscevo, perché ero già andato altre volte. Però un conto è in un maneggio chiuso, un altro è facendo una passeggiata sulle colline (in questo caso abruzzesi). E’ incredibile la forza che ti dà un cavallo, l’energia che ti trasmette.

Quando parte al trotto, in pratica sembra di essere un tutt’uno con lui, c’è grandissima armonia. Ma quando invece si va al galoppo… Le prime volte, è normale, si ha un po’ paura di cadere, perché non ti rendi conto di quanto “spinge”. Poi, però, con il tempo acquisti un po’ di dimestichezza e dal timore si passa alla voglia di correre con lui, e di lasciarlo andare. In pratica si vola.

Sono delle belle sensazioni che ho condiviso anche con altre persone, in una giornata davvero intensa (più di 2 ore a cavallo… Era un po’ che non ci andavo e ammetto che il giorno dopo si sente…).

Piccola nota di colore in linea con quello che ho scritto, già altre volte, su questo blog. Tra le varie persone che ho conosciuto, c’era anche una ragazza. Parlavamo, anche con altra gente, del più e del meno quando… Eccolo lì, è uscito fuori il discorso sui sentimenti e sulle relazioni tra uomini e donne.

“No, non ho il ragazzo… Gli uomini mi hanno tutti deluso”. Ha detto questa ragazza alle persone presenti.

E ci risiamo!

Ma, appunto, siamo così cattivi? Me lo chiedo, ma non in maniera polemica o sarcastica… Semplicemente me lo chiedo (anzi continuo a chiedermelo).

E per adesso nessuna risposta.

Meglio pensare ai cavalli…