Minirotaie

Regarding life course and its intersections

E mi sento un po’ come quando ti manca qualcosa. O meglio, quando non capisci perché quel qualcosa (che sai benissimo cos’è) manca.

Ho fatto tutto. Ho avuto un’idea, l’ho sviluppata, ho trovato chi mi ha dato una mano, l’ho messa per iscritto, l’ho proposta, l’ho corretta, l’ho perfezionata, l’ho chiusa, l’ho confezionata. Adesso la vedo, è qui, davanti a me.

E’ pronta.

E’ realtà.

C’ho lavorato qualche anno e, in più di una giornata di questo “qualche anno”, mi sono chiesto come sarebbe stato se, quel giorno, davvero quell’idea fosse stata realtà e fosse apparsa davanti a me.

Poche ore fa il tizio che me l’ha consegnata mi è corso incontro con l’oggetto in mano.

“E’ bello”, mi ha detto. E io… Sì, e io, inebetito, non sapevo che dire.

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Fragola al cioccolato

Sì, lo ammetto, amo settembre. Fin dai tempi della scuola, quando passavo le mie vacanze in un paesino medievale delle Marche.

E lì un po’ mi annoiavo, e pensavo a tutto quello che avrei rivisto / rifatto / fatto meglio proprio a settembre.

Tutto riparte, a settembre. Ma che cosa c’è di bello, se riparte sempre tutto quello che abbiamo lasciato ad agosto?

E infatti, è proprio questo il bello.

Perché l’aria è diversa. Le speranze, sono diverse. Le attese, sono diverse.

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Continua a non essermi chiara la mia idiosincrasia con il mare.

O forse con l’acqua.

O con la sabbia.Ingresso spiaggia compresso

O con la crema a protezione 50+.

O con tutte queste cose messe insieme.

Però, alla fine, non mi spiego come è possibile che io passi un’intera vacanza al mare, o almeno a contatto proprio con l’acqua.

Poi con la sabbia.

E poi con la crema protezione 50+.

Sarà perché spesso bisogna arrendersi ai percorsi che ti fa fare la vita, perché a volte quelli sono i migliori e, anzi, se ti ci metti contro fai pure peggio. O sarà perché l’aria pulita comunque ti entra nelle viscere, e ti fa godere qualsiasi Palma compressamomento. Sì, qualsiasi: anche quando la tua vacanza inizia e ci sono solo millimetri di pioggia che ti aspettano, oppure se ti si sfasciano i freni della macchina dopo un paio di giorni. O se ti sei messo la crema (sempre 50+) e, all’improvviso, un moccioso qualsiasi ti passa di corsa accanto e ti incolla migliaia di granelli sulle gambe.

Migliaia.

E valli a togliere, poi, dopo che sei rimasto a fissarlo mentre lui, con la felicità di un innocente, si è già buttato dentroMare compresso l’acqua a giocare col padre, sorella o chi per lei.

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Crostata leggera

“C’è bisogno di leggerezza”, mi sento dire molto spesso.

E sono d’accordo. Un po’ in tutte le cose: nelle relazioni tra amici, tra parenti, tra colleghi. In quelle sentimentali, che stanno per nascere o che sono nate, e in quelle che durano da anni ma che poi, a un tratto, s’ingarbugliano. E ovviamente l'”ingarbuglio” viene taciuto così che… le cose prendono una piega che non si butta giù manco a colpi di spranga.

Ma non se ne poteva parlare prima che tutto diventasse un Armageddon?

No, assolutamente no, perché poi chissà che fai tu o chissà cosa pensa l’altro.

Giri infiniti di un labirinto che costruiamo senza accorgercene.

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Ieri ho parlato ai genitori di una cosa importante.

Lo fate mai?

In effetti lo chiedo, perché non è poi così scontato. Ci sono cose che vanno dette e altre che non vanno dette, ai genitori. Come quella volta, a 18 anni, che ho rubato la macchina a mia madre, di notte, per andare a una festa insieme a un mio amico. E fosse solo questo, che non ho detto ai miei genitori.

Ed è anche vero che ci sono cose che vanno dette a uno dei due, ma non vanno dette all’altro.

Come ci sono anche persone che, semplicemente, non parlano coi genitori. Ci chiacchierano, rispondono loro, ogni tanto chiedono, a volte pretendono.

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