Minirotaie

Regarding life course and its intersections

Come avrete capito, mi piace cucinare. Ma non sono bravo, proprio per niente.

Però penso che sia bello e che, se ci si applica, qualcosa di buono può venir fuori. Insomma, io sono uno di quelli che non “studia” la cucina (almeno per ora), ma almeno decide di imparare 3-4 cose e di farle bene.

Mi piace molto la pasticceria, e quindi stasera mi sono cimentato in un mio “must”, frittelle di mele con gelato fior di panna, cannella in polvere, zucchero a velo (ne serve tantissimo).

Visto che non voglio annoiare con altro (anche perché secondo me stavolta mi sono venute bene, a parte il delirio lasciato in cucina) lascio di seguito la ricetta per la pastella, sempre comoda per qualsiasi frittura di cibi dolci.

125 g di farina 00

1 uovo

1 cucchiaio di zucchero

1 bicchiere di latte

1/2 bustina di lievito in polvere per dolci

1 cucchiaino di olio extravergine di oliva

1 pizzico di sale

Si sbatte l’uovo con lo zucchero, il latte, il sale e l’olio. Dopo va setacciatta la farina con il lievito, per incorporarla alla pastella. Si lascia poi lievitare a temperatura ambiente per 30 minuti circa. Ed è pronta.

E buon divertimento… 🙂

Un dolce per tutte le stagioni!

Un bel po’ di tempo fa ho avuto uno scambio di battute con una persona a me cara, che non sentivo da tanti mesi e che non vedo da anni. Abbiamo parlato di varie cose, tra cui anche di vita coniugale. E di vicende purtroppo non bellissime.

Ovviamente non entro nei particolari.

Non so che evoluzione (o involuzione, a questo punto) avrà il suo matrimonio. Ma mi sembra che lei abbia le idee chiare (e ci mancherebbe). Però l’asse dell’equilibrio – se mai c’è stato – ormai è davvero incrinato, difficilissimo da ristabilizzare.

Tutto ciò mi fa pensare a quando, qualche anno fa, una mia amica mi disse che durante il corso prematrimoniale il prete diceva che alcuni aspetti della vita quotidiana, tra cui anche il tradimento (per esempio) può… Sì, può succedere. Fa parte del gioco. Sicuramente è una situazione che è meglio evitare, ma se capita è da gestire.

Facile, per il prete…Che non vive alcun tipo di coppia in questo senso, ma è “sposato” solo spiritualmente. Che ne può sapere di quello che pensa, nella propria mente, chi è stato tradito? E magari ripetutamente? O sa di esserlo anche adesso? C’è poco da discutere coi preti o ricordarsi di quello che ti hanno detto durante i vari corsi anteriori al matrimonio.

Mi ricordo, poi, che quando la mia amica mi parlava di questa cosa, mostrava una faccia un po’ titubante. Sembrava come se avesse paura non tanto del suo futuro marito, ma quanto lei di sé stessa… Come se si sentisse con la facoltà di farlo, qualora ci fossero stati i presupposti. Come se avesse avuto un “nulla osta” che era meglio non avere.

Poi non so come è andata a finire, ma ovviamente non gliel’ho mai chiesto (e preferisco non saperlo)…

La Salsa. Una disciplina di ballo davvero entusiasmante. Per i latino-americani è come fare l’amore. Il pathos che ci mettono quando la ballano è ineguagliabile.

Ma noi, però… Siamo italiani! E quindi l’amore passa assolutamente per la bocca. Un paio di giorni fa sono andato a pranzo da una famiglia a me molto cara, e dove mi sono segnato questa ricetta per due salse, semplicissime… Che se fatte da soli danno un senso diverso al pranzo o alla cena.  Sono la salsa maionese e quella per il vitello tonnato.

MAIONESE

Anzitutto… Uno strumento che aiuta tutti noi, soprattutto i maschietti più pigri. Serve il frullatore chiamato “Mixer ad immersione” (tipo questo http://www.moulinex.it/products/food-preparation/hand-blenders/hand-blenders.htm

E poi,

– 1/4 di litro di olio di semi

– mezzo limone spremuto

– 1 uovo

– 1 pizzico di sale

E ci date giù, in un bel bicchierone, con il mixer messo alla velocità giusta (leggere ovviamente le istruzioni!)

SALSA TONNATA

– 160 g di tonno (possibilmente molto buono… Io preferisco quello all’olio di oliva)

– 3/4 di un vaso di cetriolini

– 2 acciughe tagliuzzate

– Un po’ di capperi

E qui invece andate con il frullatore. Mettete tutto in un recipiente, e poi ci aggiungete la maionese.

Fantastico…

Io ho scritto questo post così, almeno, sono sicuro di trovare queste due piccole ricette quando mi serviranno… Ah, dimenticavo! Per il vitello, mi raccomando utilizzate l’alloro quando lo cucinate!

Oggi ho parlato con una persona (che conosco da un po’ di tempo) che mi ha detto di… Averci provato.

Sì, esatto, di aver provato a fare un figlio con il proprio partner. Non dico il sesso, né se questa persona è fidanzata o sposata, non vorrei scrivere di più di quello che è giusto fare. Quello che voglio dire è che, recentemente, questa persona ha provato ad iniziare ad allargare il “nucleo”.

“E’ difficile”, mi ha detto. Sì, penso che avviare il complesso e lungo processo che porta alla nascita di un figlio sia biologicamente molto complicato, anche se forse si può ridurre ad una semplicità estrema, ossia che se deve succedere… Beh, succederà per forza, fin dal semplice ingresso di quell’unico spermatozoo nell’ovocita.

Ma a parte questo, e tutta l’eventuale magia che c’è dietro, forse lei (questa persona) non immagina (visto che pensa che sia difficile) che, magari, fra 9 mesi ci sarà un’altra persona con loro… E secondo me potrebbe non rendersi conto dell’immensità di questo fatto.

“E’ difficile”, mi ha detto… E se accadesse davvero? Io, in questo momento, non riuscirei mica a vedermi con un figlio insieme a me. Sarebbe qualcosa di grande, anche di più grande di me.

Probabilmente la risposta si trova nella forza della coppia… E penso che sia qualcosa di fondamentale, che alla fine semplifica tutto, no?

In bocca al lupo!

Un post veloce veloce.

Dopo 15 anni, torno negli USA. Un paese dove ho vissuto per un anno, e che anche se è un po’ cambiato nel tempo… Mi ha dato tanto. Sono contento, per una serie di motivi.

1) Perché è il tipo di vacanza che adesso ci vuole;

2) Perché andrò a Long Island, vicino New York City, dal mio amico e parente George (http://www.georgehirschliving.com/), un uomo eccezionale che ha fatto della cucina (è chef) e del vivere bene e sano un vero “must”… George I’m coming!

3) Perchè ogni tanto va ri-assaggiata l’American Way. Di New York sicuramente mi ricordo le Twin Towers e i marciapiedi enormi… E spero davvero di vedere Ground Zero

4) E perché essendo George un grande chef… Tocca imparare dei nuovi manicaretti! Mica mi posso limitare ai miei 2-3 dolci, allo sformato di semolino con funghi e al timballo coi carciofi (tra l’altro difficilissimi da pulire… Già me lo sono scordato!).

Sono sicuramente di buon umore, non si vede?